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domenica 2 dicembre 2012

Evelina verde mela

Evelina, come tutti gli altri suoi rinoceronti, ogni sera quando va a dormire si toglie il corno per riuscire a stare comoda e a rigirarsi nel letto, per poi indossarlo nuovamente al mattino.
I rinoceronti però hanno abitudini alquanto particolari, ogni giorno della settimana infatti indossano un corno di colore differente:


Un corno giallo scuolabus il lunedì,
un corno rosso ciliegia il martedì,
un corno verde mela il mercoledì,
un corno azzurro ghiaccio il giovedì,
un corno viola melanzana il venerdì,
un corno bianco nuvola il sabato,
un corno blu notte la domenica.
Un bel giorno però, un martedì, Evelina si sveglia in ritardo e vista la confusione nella sua cassettiera non riesce a trovare il corno rosso ciliegia. Proprio una bella sventura per lei che lavora all'ufficio oggetti smarriti; Evelina non può certo uscire senza corno perchè si sente spoglia e buffa, se ne vergognerebbe troppo.
E quindi che fare? Semplice:

Sceglie il suo preferito, il corno verde mela 
del mercoledì, che le fa risaltare gli occhi e dà un bel riflesso alla sua pelle. 
Evelina è tutta felice e si sente bellissima.

Ma una volta uscita di casa, tutti gli sguardi degli altri rinoceronti si posano su di lei ed Evelina smette di sentirsi a proprio agio e comincia a sentirsi strana...

Per fortuna una volta in ufficio trova Adalberto, un rinoceronte sempre spettinato e un po' distratto come lei, che oggi indossa il corno giallo scuolabus del lunedì. E gli dona davvero molto.


Che bello sentirsi liberi di indossare il colore che più si desidera, senza doversi per forza omologare agli altri. Essere diversi non deve essere vissuto con vergogna e frustrazione ma come un'opportunità, perchè in fin dei conti non ha senso preoccuparsi e stare male per ciò che pensano gli altri, l'importante è vivere bene con se stessi.

Un albo semplice ma con un grande messaggio: è importante essere sempre se stessi, fare e difendere le proprie scelte anche quando si discostano dalle convenzioni e dalla moda.
Essere originali non è un difetto ma un formidabile pregio.

Qui sotto puoi vedere il booktrailer



Buona lettura!

Età di lettura: da 3 anni

Il sito di Prìncipi & Princípi.

Mara Dompé – illustrazioni diAnnalisa Sanmartino, Giulia Torelli, Evelina verde mela, Prìncipi & Princípi 2012, 32 p., 14 euro

martedì 26 giugno 2012

La pasticceria Zitti

La pasticceria Zitti è una dolce creazione di Rosa Tiziano Bruno (illustrato da Ambra Garlaschelli) che ha meritato la vittoria del premio Un roero da favola edizione del 2009.
E' una vera e propria fiaba che con il classico incipit 'C'era una volta' ci introduce in una città caotica, rumorosa e frenetica, dove le auto sfrecciano nelle strade con i loro motori rombanti e le persone sempre indaffarate consumano milioni di parole. 

"Ma, nonostante la gran quantità di parole di cui disponeva, la gente raramente riusciva a capirsi... perchè in una parola era nascosta sempre un'altra parola e non era per niente facile scoprirle tutte."

Un bel giorno, sullo sfondo di questo scenario confuso, spunta un raggio di sole: viene aperta  la pasticceria Zitti. Un luogo che fin da subito diventa un amorevole rifugio dal brutto tempo e dalle tempeste emozionali. La magia e la particolarità del negozio si devono sicuramente al delizioso profumo delle dolci prelibatezze e quindi alla maestria del pasticcere, il signor Zitti. Egli, nonostante la malattia che fin dalla nascita gli ha impedito di sentire e di parlare, si dimostra un pasticcere sopraffino, un ammaliatore per palati raffinati e ghiotti. Egli infatti

"Aveva un segreto: conosceva un ingrediente speciale e lo usava tutti i giorni per impastare i suoi dolci. Per questo erano così buoni."

Con grande sorpresa si scopre che non si tratta di particolari tipi di zucchero, cacao o spezie, ma che l'aggiunta miracolosa è il silenzio del signor Zitti.

"I suoi dolci avevano il potere di lasciare senza parole chi li assaggiava. Si trattava di pochi minuti, giusto brevi attimi. Attimi di silenzio."

Grazie alle prodigiose leccornie del Signor Zitti le parole lasciano spazio al silenzio e finalmente le persone riescono a capirsi meglio.

Con un finale mozzafiato Rosa Tiziana Bruno ci regala un libro emozionante che racconta con delicatezza la malattia, la diversità e  l’importanza del silenzio, perchè a volte non c'è bisogno di parole per comprendersi e comunicare le proprie emozioni.



Buona lettura!

Età di lettura: da 6 anni.

Il sito della scrittrice Rosa Tiziana Bruno. il sito dell'illustratrice Ambra Garlaschelli. Il sito dell'editore La Margherita. Il booktrailer del libro.

Testo di Rosa Tiziana Bruno illustrazioni di Ambra Garlaschelli, La pasticceria Zitti, La Margherita, 2011, 28 p., euro 14,00

lunedì 11 giugno 2012

Il segreto di Tom Ossobuco

Fulvia  Degl'Innocenti ci regala una storia buffa e curiosa per riflettere sull'inutilità delle superstizioni che troppo spesso si insinuano nei pensieri delle persone, fino ad influenzarne i comportamenti.
Attraverso una scrittura semplice e divertente affronta il delicato tema dei pregiudizi, perchè spesso si teme o si giudica a priori ciò che è nuovo o diverso.
Ma non finisce qui è anche un curioso albo illustrato per affrontare il tema dell'alimentazione con i più piccoli, per insegnare loro che a volte le verdure (in questo caso i legumi) possono essere uno squisito e appetitoso cibo da sostituire o accompagnare alla tanto amata carne.

Ma chi è Tom Ossobuco? E quale sarà il suo segreto?
Tutto inizia così:

 "C'è un gran trambusto in via dei Cipressi al 17, proprio davanti al negozio con la saracinesca abbassata. 
Come?! Un altro temerario che vuole aprire il suo negozio qui? pensano stupiti gli abitanti del quartiere.
Da un camioncino spunta infatti un ometto basso e tondo. Dopo di lui una donna alta e secca avanza maestosa come una regina."

Sono Tom Ossobuco e sua moglie, appena arrivati in Paese per aprire una macelleria, proprio al civico 17 che tanta sfortuna sembra aver portato a quelli prima di lui: all'orologiaio ad esempio gli orologi segnavano sempre l'ora sbagliata; al panettiere si sgonfiavano le sue prelibatezze, al sarto riuscivano solo abiti fuori misura....
Tom Ossobuco si trova così a sfidare la sorte, alla quale si aggiunge ben presto l'invidia del suo dirimpettaio Al Scannabuoi, macellaio pure lui.
Gli affari di Tom Ossobuco, contrariamente al previsto, vanno alla grande e in molti si chiedono se sia il frutto di qualche magia o di qualche misterioso ingrediente.

A voi il piacere di scoprire il finale de Il segreto di Tom Ossobuco.

Età di lettura: da 7 anni

Il sito di Fulvia Degl'Inncenti, il blog di Roberto Lauciello e il sito de Il gioco di leggere edizioni

Fulvia Degl'Innocenti – Roberto Lauciello, Il segreto di Tom Ossobuco, Il gioco di leggere edizioni 2012, 32 p., euro 14.90

venerdì 1 giugno 2012

Sulla mia testa

"È arrivato così... Senza dire niente, si è sistemato sulla mia testa. Gli ho chiesto il suo nome. Non mi ha risposto. 
'Io mi chiamo Gastone', gli ho detto. Ho pensato che fosse stanco perché si è seduto. Poi si è addirittura sdraiato. Si è sentito subito a suo agio...Lassù, in cima alla mia testa."

Inizia così l'albo illustrato di Émile Jadoul, scrittrice e illustratrice belga, che ha per protagonista Gastone, un bambino come tutti gli altri che un bel giorno si ritrova in testa un piccolo uccellino.
Gastone ben presto si chiede cosa diranno i suoi amici a scuola o in piscina, visto che non riesce a nascondere il piccolo inquilino tra i capelli, nemmeno con un cappello o con la cuffia. La cosa strana però è che nessuno sembra accorgersi di nulla, nemmeno la sua amica e vicina di banco Lulù. Gastone nonostante tutto non si fa problemi, non si sente diverso, anzi prima ancora di pensare al motivo di questa grande novità, decide di dare un nome al suo nuovo amico: Gaspare.
Solo dopo una lunga riflessione e un dialogo immaginario con Gaspare, Gastone ricorda che un giorno a scuola per non aver saputo una poesia, la maestra gli disse:  

"Gastone, hai davvero il cervello di un uccellino!".

 
Il piccolo allora realizza che è tutta colpa della maestra che lo ha rimproverato in classe, e che ha provocato a catena le derisioni dei suoi compagni e l'arrivo di Gaspare sulla sua testa, quasi a ricordargli che bisogna imparare a convivere con i propri punti deboli, le proprie imperfezioni e gli insuccessi.

Chissà cosa sarebbe successo se avesse potuto contare su una memoria d'elefante.


Un albo semplice per insegnare ai bambini ad accettare sè stessi e gli altri.

Buona lettura!

Età di lettura: da 4 anni.

Il sito di  Émile Jadoul 

Émile Jadoul, Sulla mia testa (trad. di Federica Rocca), Babalibri, 2012, 40 p., euro 10,00.